
Le piante reagiscono allo spazio in pochi minuti: oltre 1.200 geni cambiano durante un volo Blue Origin
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- 17 Oct, 2026
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Quanto ci mette una pianta ad accorgersi di aver lasciato la Terra? Quasi niente, secondo uno studio dell’Università della Florida annunciato il 15 ottobre 2026 e pubblicato su npj Microgravity.
Un esperimento legato alla tuta
Il biologo spaziale Rob Ferl ha volato sulla missione New Shepard NS-26 di Blue Origin il 29 agosto 2024. Portava decine di piantine di Arabidopsis (l’arabetta, la «cavia» dei botanici) in tubi di fissazione del Kennedy Space Center fissati alla tuta, e li ha attivati in quattro momenti:
- prima del decollo
- all’arrivo in microgravità
- alla fine dell’assenza di peso, all’inizio della discesa
- dopo l’atterraggio
A terra il collega Jordan Callaham attivava tubi di controllo identici negli stessi istanti, così ogni campione del volo aveva un gemello rimasto sulla Terra.
Cosa è cambiato
Il team ha individuato oltre 1.200 geni la cui attività è cambiata durante il volo. Foglie e radici hanno reagito in modo diverso, e la risposta è cambiata da una fase all’altra. Molti di questi geni sono legati allo stress e ai cambiamenti delle condizioni. «Le risposte delle piante sono cambiate con il procedere del volo», spiega la coautrice Anna-Lisa Paul, citata da Phys.org. In altre parole, adattarsi allo spazio è un processo graduale, non un interruttore.
Il parere di Rocks
Oltre all’agricoltura spaziale, è un bel promemoria: le piante reagiscono allo stress in minuti, non in giorni, che si tratti di gravità, di una corrente fredda o di un rinvaso. Lo studio dimostra anche che uno scienziato può condurre di persona il proprio esperimento nello spazio, il che potrebbe accelerare la ricerca sulle future serre orbitali.